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Prima sessione di Overclock con i7 2600K

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Prima sessione di Overclock con i7 2600K
Setup utilizzato e configurazione EFI
Finalmente si lavora sulla CPU!
Garden Clock
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Sandy Bridge Approved!

Con questo reportage daremo un primo sguardo all'overclock della nuova architettura Sandy Bridge: prestazionalmente superiore ai quad-core Bloomfield 45nm, le sue capacità in overclock sono altrettanto superiori ma, ci sono dei "ma".

Innanzitutto le capacità in overclock sono estremamente interessanti perchè, con un buon dissipatore ad aria, si superano facilmente i 5GHz (non parliamo di daily use, bensì di overclock in ottica benchmarks).

Cominciamo con l'evidenziare le differenze con il socket 1366 che siamo stati abituati ad utilizzare negli ultimi 2 anni:

- il BCLK, che su 1366 partiva da 133MHz di default, qui è settato a 100MHz: la grossa differenza è il fatto che, mentre su socket 1366 si raggiungevano anche i 250/260MHz, qui è difficile superare i 107/108MHz

- il moltiplicatore della CPU, che solitamente sugli i7 975 ad LN2 si impostava a 31/33x, qui arriva fino a (e oltre, a quanto si è visto negli ultimissimi giorni) 57x ed è sbloccato per i due modelli della serie K, ovvero il 2500K e il 2600K

- le schede madri adatte all'overclock estremo, che su socket 1366 potevano superare i 400 euro di costo, qui hanno un'importanza molto più relativa: infatti la scheda da noi utilizzata è una Asus P8P67 Pro, dal costo di circa 170 euro. In sostanza ogni scheda madre dai 130/140 euro di costo, ci permette di clockare senza problemi agli stessi livelli di una scheda come la Asus Maximus 4 Extreme dal costo ben superiore, lasciandoci svariati interrogativi sull'effettiva utilità di pagare più di 200 euro una scheda che sostanzialmente non darà vantaggi rispetto a una più economica

- sul lato extreme cooling, questi processori mostrano poca tolleranza "al freddo", a differenza dei socket 1366 che scendevano sempre sotto i -100°c. Qui dovremo stare attenti già a partire dagli 0°c, assicurarci che non ci siano degradi prestazionali o peggio Coldboot e Coldbug. Questo però lo analizzeremo nel prossimo reportage quando, dopo il prossimo weekend, avremo avuto modo di provare il tutto ad azoto liquido

- ultima "piccola" differenza è il fatto che, sulle schede madri di questa generazione, è quasi sempre presente il BIOS di tipo EFI: troverete qualche difficoltà nelle prime ore di utilizzo, ma vi abituerete presto alla nuova interfaccia utente grafica



Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Febbraio 2011 12:06  

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